Quali sono i costi di apertura della partita IVA 2017?

Aprire una partita iva implica dei costi annuali, fissi o variabili, relativi all’apertura dell’attività ed alla gestione di quest’ultima. L’intenzione di aprire la partita iva va comunicata per tempo al proprio commercialista o CAF, in tal modo si può avere un quadro chiaro sul regime fiscale da scegliere tra quelli a disposizione.

Come aprire la Partita iva e quali sono i moduli da compilare?

Il primo passo da compiere per aprire la partita iva è quello di compilare il Modulo di apertura partita iva AA9 e l’invio di questo insieme ai propri dati anagrafici:

  • nome
  • cognome
  • indirizzo di domicilio fiscale
  • codice fiscale

Il modulo può essere compilato online, direttamente siul sito dell’Agenzia delle Entrate o scaricarlo, in formato PDF, per compilarlo manualmente.
Nel caso di apertura di partita Iva per le società, sarà necessario ricorrere direttamente ad un notaio ed i costi saranno i medesimi di quelli sostenuti da un libero professionista.

Costo apertura partiva iva

I costi relativi all’apertura della partita iva sono praticamente nulli, dal momento che ognuno può occuparsi in piena autonomia dell’ individuazione del proprio codice atacofin, compilazione del modulo e consegna presso gli Uffici di competenza dell’Agenzia delle Entrate. Qual’ora non vorrete effettuare di persona tali procedure potrete affidarvi ad un Dottore commercialista, iscritto all’Albo di competenza, Che compilerà il modulo secondo vostre direttive e provvederà ad inviarlo telematicamente all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Il tariffario del Commercialista può variare a livello nazionale e non tutti vi chiederanno un costo per l’apertura della partita iva (alcuni commercialisti sono soliti includere i costi di apertura al costo di gestione annuale). Discorso diverso va fatto per quanto riguarda i costi di gestione che seguono l’apertura della partita Iva.

Scelta del codice Ateco

Oltre ai dati anagrafici è importante indicare i dati della propria attività esercitata come libero professionista o lavoratore autonomo. Quest’ultima  attraverso un codice numerico, definito codice Ateco, potrà essere identificata e riconosciuta a tutti gli effetti. Il codice ateco avrà anche la funzione di rendere possibile la verifica del limite dei ricavi, differente a seconda della tipologia(nel caso venga scelto il regime dei minimi).
Altra indicazione che dovrà essere fatta al momento dell’apertura della partita iva è il luogo in cui verranno riposte le scritture contabili e l’indicazione del regime scelto tra quelli attualmente in vigore. Riguardo al regime fiscale agevolato, attualmente ha una tassazione ficcata al 5%. Il regime dei minimi è la soluzione ideale per un lavoratore autonomo che non è in grado di far fronte a tutti i costi gestionali di una partita Iva, senza ricavare solo pochi euro come guadagno netto del suo operato.
Successivamente alla consegna del modulo vi verrà attribuito, dall’ufficio dell’Agenzie delle Entrate, un codice di partita Iva.

Quali sono i costi di gestione della partita Iva?

In questo articolo proveremo a trattare solo i costi di gestione (come ad esempio il costo del commercialista che andranno ponderati alla mole di lavoro di cui necessita la gestione ed alla tipologia di studio necessaria per poter svolgere in modo idoneo la gestione professionale ), non tenendo conto di ulteriori tassazioni come Irpef, iva ed Irap.
Riassumendo, l’onorario del commercialista sarà una diretta conseguenza di alcuni fattori legati all’attività:

  • tipologia dell’attività,
  • caratteristiche dell’attività
  • volume d’affari
  • presenza di relazioni con l’estero e con paesi black list
  • Particolari regimi speciali iva

sono queste le caratteristiche che andranno ad influenzare in misura minore o maggiore i costi del commercialista. Ogni professionista vi presenterà il proprio onorario, che molte volte andrà a contrastare quello di un collega. Il consiglio più idoneo, in questo caso, è quello di scegliere un commercialista di fiducia che sappia valutare in giusti termini economici il proprio operato.
Nella gestione della partita iva sarà determinante anche il fatto di essere contribuenti ordinari o aver accesso ai regimi agevolati. Coloro che accedono ai regimi dei minimi non saranno obbligati a compilare i registri Iva per gli acquisti, ma sarà sufficiente una semplice annotazione riepilogativa. Non sarà nemmeno necessaria la compilazione dei modelli intrastat e dello Spesometro. A questo dovranno essere aggiunte altre attività come le liquidazioni iva periodiche  mensili o trimestrali, la dichiarazione dei redditi e dell’iva, della comunicazione iva e la dichiarazione irap.
I parametri per la determinazione dei costi gestionali della partita iva sono veramente molteplici e variabili. Ciò giustifica in parte la presenza di onorari diversi per l’operato di ciascun dottore commercialista.

Ecco un esempio di costi di gestione della partita iva

Supponendo un contribuente che abbia effettuato 12 fatture e che operi solo sul territorio italiano, non abbia molti acquisti e che non sia tenuto alla compilazione registri iva, comunicazioni periodiche ed altri adempimenti, (che rientri pertanto nel regime dei minimi) il costo gestionale si aggirerà intorno ai 500 – 800 euro.

Quale Regime agevolato scegliere?

Attualmente i regimi a cui possiamo accedere sono 4:

  • Regime dei minimi
  • Regime delle nuove iniziative produttive
  • Regime della contabilità semplificata
  • Regime della contabilità ordinaria

Come Aprire partita iva con regime dei minimi 2017:?

Aprire partita iva in regime agevolato è una soluzione ideale per ridurre le aliquote, applicate dal Fisco ai fini del calcolo delle imposte Irap, Inps, Inail, Ire, Irpef,  per i primi 5 anni di vita di una nuova impresa, diversificando anche la soglia di deducibilità fiscale su beni strumentali e promiscui. La Legge di Bilancio 2017 introduce diverse novità per quanto riguarda il regime forfettario e la semplificazione per giovani, professionisti ed imprese che hanno scelto questo regime. Riduzioni ed agevolazioni sono alla base delle nuove riforme che insieme alla lotta contro l’evasione fiscale mirano al rilancio economico del Paese.
Vedi anche aprire partita iva libero professionista 2017

Costi Partita iva in Regime forfettario 2017: quali sono le novità?

Tra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio,  per coloro che intendono aprire partita iva in regime dei minimi e pertanto agevolata, vi sono:
>Introduzione di un nuovo regime di cassa per la contabilità semplificata. In base a questo, a decorrere dal 2017 il reddito delle imprese, che hanno adottato il regime dei minimi, dovrà essere calcolato sulla base di quanto è stato effettivamente incassato e di quanto è stato realmente pagato. Viene a tutti gli effetti abbandonato il principio di competenza economica. I soggetti che possono accedere al nuovo regime della cassa semplificata sono imprese individuali, società di persone, enti non commerciali che nell’anno precedente non abbiano superato: euro 400.000 (relativo a tutti coloro che svolgono attività di prestazioni di servizi),euro 700.000 (per tutti gli altri soggetti che svolgono attività differenti)
>Introduzione IRI nuova imposta sul reddito dell’imprenditore. Cos’è l’IRI e come si calcola? L’IRI è l’imposta unica sul reddito imprenditoriale con aliquota al 27,50% applicata sui redditi d’impresa e sui redditi da lavoro autonomo.
>Diminuzione dell’aliquota Inps al 25%. Anziché al 27, 72% come stabilito in precedenza. Destinata a quei lavoratori autonomi professionisti iscritti alla gestione separata.

Contributi Inps 2017 con partita iva in regime dei minimi

Ecco quali sono le novità 2017 per i contributi Inps 2017 in Regime forfettario: per accedere al regime dei contributi Inps al minimi al 35% è importante presentare la richiesta entro il 28 febbraio.
Regime forfettario contributi INPS agevolati 2017 a chi spetta? Gli avente diritto all’accesso al regime dei contribuiti INPS agevolati al 35% i titolari di partita iva che svolgono attività d’impresa e che dovranno iscriversi alla gestione separata INPS artigiani e commercianti.
La richiesta può essere inoltrata all’INPS per via telematica attraverso apposito modulo da scaricare tasse INPS 2017 partita iva con regime dei minimi

 Chiusura partita iva e riapertura con regime dei minimi

Prima di aprire partita iva con regime dei minimi è importante capire quando è possibile accedere alle suddette agevolazioni. Possono, infatti, beneficiare del regime forfettario dei minimi, in base alla norma vigente:

  1. Tutti i contribuenti che non abbiamo beneficiato nei tre anni precedenti, attività d’impresa anche in forma d’associato o familiare.
  2. Che la nuova attività non costituisca una prosecuzione dell’attività precedente, a meno che essa non consista in un periodo di pratica obbligatoria per l’esercizio di arti o professioni.
  3. Nel caso in cui venga proseguita un’attività precedentemente svolta da un altro soggetto, i cui contributi e compensi, relativi al periodo d’imposta precedente,  non ammontino ad una cifra superiore a quella stabilita al comma 54.

Accedere al Regime dei minimi: Requisiti

Per accedere al regime dei minimi occorre essere una persona fisica che rispetti determinate condizioni, ovvero:

  • Il ricavato dell’attività non deve superare i 25.000 euro
  • Non aver svolto attività da lavoro autonomo nei tre anni precedenti
  • Che l’attuale attività non sia una prosecuzione di attività, svolte in precedenza dallo stesso soggetto come dipendente o lavoratore autonomo
  • Non siano a carico della persona altri dipendenti o collaboratori
  • Non siano state acquistate, dal soggetto negli ultimi tre anni, beni strumentali per un valore pari o superiore a 20.000 euro

Il regime dei minimi, permette al soggetto (nei primi 5 anni d’attività) di non versare Irpef, Iva, le addizionali regionali e comunali, Irap. A fine anno il reddito sarà sottoposto ad un tassazione pari al 5%.
Riassumiamo tutto attraverso una tabella i requisiti per aprire partita iva ed accedere al regime dei minimi:
Limite dei ricavi e compensi: da 25.000 a 50.000
Spese per lavoro dipendente ed assimilati: non superiore ai 5.000 € lordi
Beni strumentali: Con costo complessivo inferiore ai 20.000 €.

Accedere a Nuove iniziative Produttive: Requisiti

Per accedere al regime delle Nuove Iniziative Produttive dobbiamo essere dei soggetti fisici in procinto d’iniziare una nuova attività e che rispondono ai seguenti requisiti:

  • Avere un ricavato non superiore alle 30.987,41  euro se si forniscono dei servizi, non superiore ai 61.974,83  se si svolgono altre attività commerciali o industriali
  • Non aver svolto attività da lavoratore autonomo nei tre anni precedenti
  • Si possano sostenere oneri previdenziali (Inps), assicurativi (Inail), amministrativi (camera di commercio)

Nel caso del regime delle nuove iniziative produttive, il soggetto sarà obbligato a versare un imposta sostitutiva del 10% che andrà a rimpiazzare Irperf ed addizzionali comunali e regionali.
Tale regime non obbliga il soggetto a tenere un Registro contabilità ma quest’ultimo sarà chiamato a versare l’Iva allo Stato, annualmente.

Accedere a Regime Contabilità semplificata: Requisiti richiesti

Nel caso si tratti di una società di persone (Snc o Sas) oppure un’impresa individuale, par accedere alla contabilità semplificata. È indispensabile avere un fatturato inferiore ai 400.000 euro, se l’attività fornisce servizi ed inferiore ai 700.000 per altre attività.
Questo tipo di regime permette di mantenere una contabilità semplificata, compilando solo fatture emesse, fatture d’acquisto, corrispettivi e beni ammortizzabili.
A livello fiscale occorrerà versare all’Irpef in base al nostro range di reddito annuale, pagare irap ed iva, versare ogni mese o ogni trimestre le addizzionali.
 

Accedere a Regime Contabilità ordinaria: Requisiti richiesti

Per accedervi occorre possedere una società di capitali, essere un’impresa individuale o una società di persone (Spa, Srl, Sapa) che fattura importi superiori a quelli previsti nel regime di  contabilità semplificata.
Il regime impone la conservazione di tutte le ricevute e la compilazione di una serie di registri i libri sociali, il libro giornale, il libro degli inventari, il registro delle fatture di acquisto, il registro delle fatture di vendita, il registro dei beni ammortizzabili, i registri previsti per i dipendenti.
A livello fiscale occorrerà versare all’Irpef in base al nostro range di reddito annuale, pagare addizzionali, irap ed iva