Documento Unico di circolazione 2018: cos’è, da quando e costo

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Come tutti sanno, attualmente il proprietario di un’automobile ha bisogno di possedere 2 documenti, ossia il certificato di proprietà rilasciato dal PRA e la carta di circolazione rilasciato dalla Motorizzazione Civile, nel quale sono riportati i dati anagrafici del proprietario del veicolo, i dati d’immatricolazione, i dati tecnici, il numero di telaio, la marca dell’automobile e la targa.

Per ottenere i documenti sopraccitati, ogni automobilista deve pagare 9€ al Ministero delle Infrastrutture su conto corrente attraverso la Motorizzazione Civile e 27€ al PRA per l’iscrizione del veicolo al registro nazionale ed il rilascio del Cdp (Certificato di proprietà digitale).

Dal 1° Luglio 2018, per effetto di un decreto n° 264 dell’11 Novembre 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in accordo col Ministero di Giustizia, entrerà in vigore il nuovo Foglio unico di circolazione 2018, ovvero il nuovo documento unico di circolazione che unisce in un colpo solo il libretto di circolazione ed il certificato di proprietà del veicolo.

Fondamentalmente questa procedura rappresenta una sostanziale riduzione dei costi in quanto saranno eliminati i due bolli dal costo complessivo di 32€ e la riduzione del costo della registrazione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), l’iscrizione o la trascrizione del veicolo nei registri dell’Aci scende dai 27€ attuali a 20€. Facendo due calcoli si può notare che il risparmio per ogni automobilista sarebbe di ben 39€, con l’entrata in vigore del decreto, il passaggio di proprietà avrà un costo di 61€ e non più di 100€.

L’entrata in vigore del documento unico rappresenta un grande passo avanti dal punto di vista dei vantaggi economici sia per lo Stato ma anche per il singolo cittadino, con un taglio netto della burocrazia ed il ribasso dei costi di compravendita dei veicoli tra privati.

Nel nuovo documento unico resta inclusa anche la normativa del 2014 che impone il divieto di guida del veicolo da parte di un individuo differente dall’intestatario del veicolo ad eccezione dei familiari stretti del proprietario.

In origine il Ministero delle Infrastrutture sembrava intenzionato ad inserire una normativa secondo la quale il proprietario del veicolo dovesse inserire i nominativi dei conducenti autorizzati ma successivamente si è deciso di consentire l’uso del veicolo ai soli parenti stretti, senza indicare alcun nominativo nel Libretto di Circolazione.

Unitamente al documento unico di circolazione, si è deciso di attuare lo smantellamento del PRA iniziato con il passaggio delle mansioni al Ministero delle Infrastrutture mentre l’archivio nazionale dei veicoli attualmente controllato dalla Motorizzazione sarà aggiornato con i dati relativi ai singoli veicoli.

Tutto questo consentirà all’Agenzia per il Trasporto stradale, coordinato dal Ministero delle Infrastrutture, l’erogazione i servizi ai cittadini e alle imprese in materia di circolazione, sicurezza e trasporto stradale di persone e beni. Ma non solo, infatti l’Agenzia per il Trasporto stradale si occuperà anche del rinnovo e trascrizione dei passaggi di proprietà, ipoteche e fermi amministrativi, riscossione dell’imposta provinciale e del rilascio e rinnovo della patente di guida.

L’introduzione del foglio unico di circolazione rappresenta dunque un cambiamento radicale per quanto riguarda molte mansioni e porterà vantaggi consistenti per i cittadini, consentendo di risparmiare parecchi soldi, tagliando i costi della burocrazia.

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