Criteri utilizzati dalle banche per l’assegnazione dei prestiti

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Ogni banca o finanziaria ha i suoi criteri assuntivi, ovvero una serie di regole che indicano se una richiesta di finanziamento è accettabile o meno.

Bisogna però dire che non è un vero è proprio calcolo matematico, per cui, può capitare che pur se la richiesta rientra pienamente nei criteri generali di assegnazione  (assuntivi) questa venga comunque rifiutata dalla banca, e viceversa può accadere che la stessa richiesta venga accettata .

Questo perchè la banca o finanziaria si riserva comunque la scelta finale, e valuta il rischio complessivo, non solo in base ai criteri base definiti ma anche in base al “passato curriculum creditizio” del richiedente, presente all’interno di alcune banche dati nazionali.

Tuttavia, quando una richiesta rientra nei criteri assuntivi, si è ragionevolmente certi che la richiesta di finanziamento verrà accettata, o che perlomeno essa sia assolutamente legittima!

 

Quali sono i criteri base per poter richiedere un prestito?

Età: il richiedente deve avere un età compresa tra 18 anni alla richiesta e 70 anni alla scadenza del prestito, con punte di 72 o 75 anni a seconda della finanziaria. Di solito viene considerata a rischio la fascia di età tra 18 e 25 anni. Nel caso di un garante o coobbligato, esso deve avere un’età massima di 80 anni alla richiesta del prestito.




Cittadinanza: il richiedente può essere:

  • cittadino italiano
  • cittadino comunitario con residenza in Italia documentata (alcune finanziarie richiedono la residenza in Italia da almeno 3 anni)
  • cittadino extracomunitario con residenza in Italia con permesso di soggiorno in corso di validità. Deve essere residente in Italia da almeno 12 mesi se lavoratore dipendente a tempo indeterminato e da almeno 36 se lavoratore autonomo.
Professione/anzianità lavorativa: rientrano nei criteri assuntivi:
  • lavoratori dipendenti con periodo globale di occupazione continuativa di almeno 3 mesi o di 6 mesi per altre finanziarie
  • dipendenti a tempo indeterminato, anzianità lavorativa minima per extracomunitari pari a 12 mesi
  • professionisti con almeno 3 mesi di iscrizione all’albo
  • artigiani, agenti di commercio e negozianti in attività da almeno 12 mesi purchè il prestito non venga richiesto per l’acquisto di beni strumentali all’attività svolta
  • per i professionisti e gli autonomi extracomunitari, l’anzianità deve essere dimostrata con almeno una dichiarazione dei redditi per alcune finanziarie e da almeno 3 per altre.
  • lavoratori con contratto di somministrazione lavoro, collaboratori a progetto e apprendisti con durata del rapporto di lavoro pari o superiore a quella del finanziamento
  • pensionati

Quali sono le categorie non finanziabili?

Tutte quelle categorie che non rientrano nei criteri assuntivi dei redditi, come casalinghe, studenti, cassaintegrati salvo che non siano assistiti da un garante in possesso dei requisiti di finanziabilità.
Questi sono i criteri assuntivi della gran parte delle finanziarie, naturalmente a criteri assuntivi più restrittivi corrispondono condizioni di finanziamento migliori per il cliente, mentre le finanziarie che “si accontentano” che il cliente rientri in criteri assuntivi a maglie più larghe concedono si il credito, ma a condizioni sicuramente non eccellenti.
I criteri assuntivi, come già detto, non sono l’unica cosa di cui la finanziaria tiene conto per valutare la richiesta di finanziamento, ma sono il punto principale sul quale il cliente si basa per capire se potrebbe essere finanziabile o meno.

 




 

 

 

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1 Commento su Criteri utilizzati dalle banche per l’assegnazione dei prestiti

  1. Roberto Fusco // 19 maggio 2015 a 20:45 // Rispondi

    Sono cittadino italiano, pensionato INPS-ex INPDAP, iscritto all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero – Tunisia), ho comunque un domicilio in Italia, che occupo con notevole frequenza in quanto continuo a coltivare personali interessi sociali ed economici nel mio paese. E’ per questo motivo che ho chiesto una cessione del quinto della pensione e, in alternativa, un piccolo prestito. La cifra è relativamente modesta rispetto all’ammontare della mia pensione. Ho un c/c bancario in Italia (anzi, due cc/cc) e la cifra mi serve per completare un’operazione immobiliare (nel settore del turismo) in Italia. Tutto ciò premesso, le cinque finanziarie, di cui almeno tre ben note al grande pubblico, da me interpellate mi hanno rifiutato il prestito (in entrambe le forme) per il motivo della residenza all’estero. Se può risultare comprensibile la seconda forma, per ovvii motivi di garanzia di solvibilità, non lo è affatto nel caso della cessione del quinto dato che la rata mensile viene pagata direttamente dall’INPS il quale finché avrò vita mai potrà cessare l’erogazione della pensione a mio favore. Non ho trovato da nessuna parte, nelle normative della Banca d’Italia e comunitarie, alcun riferimento a tale inspiegabile vincolo della residenza, imposto ad un cittadino italiano. Viceversa lo stesso vincolo non è valido per un cittadino straniero, anche extra-comunitario, solo grazie al fatto di essere residente in Italia. Costui in qualsiasi momento potrebbe decidere di lasciare l’Italia e di non tornare più, lasciandosi alle spalle residenza e prestito finanziario! INSPIEGABILE e INCOMPRENSIBILE. Cordialmente, RF

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