Scandalo Volkswagen: news Dieselgate

Ad un anno dallo scandalo, ecco cosa prevede il ‘Patto per il futuro’ Vw

Scandalo Volkswagen: Dieselgate dopo un anno

Ci vorrà molto più di un anno per dimenticare lo scandalo che ha coinvolto la casa automobilistica Tedesca accusata di aver lanciato sul mercato e venduto decine di milioni di auto dal motore ‘truccato’.

Non parliamo solo di quell’aspetto della vicenda che viene definita una truffa a discapito dei fedelissimi clienti Volkswagen quanto piuttosto del disastro ambientale causato da una ingannevole riga di codice.
Fonti ufficiali hanno stimato che le auto non a norma sono riuscite a produrre ogni anno una quantità di  NOx (ossidi di azoto) paragonabile al  totale di emissioni  prodotte negli UK da industrie, auto, agricoltura e centrali elettriche insieme.

Ebbene non si esagera quando si afferma che il Dieselgate ha prodotto un disastro ambientale. È sufficiente guardare i numeri delle vendite di auto Volkswagen (e di altri 5 marchi facenti parte del Gruppo) tra il 2009 e il 2015: parliamo di circa 11 milioni di esemplari messi in circolazione in primis in Germania (2,8 milioni di auto) e nel Regno Unito (1,2 milioni). Cifre inferiori seppur considerevoli hanno riguardato le vendite di auto Volkswagen in Francia (900 mila), in Spagna (684 mila), in Italia (648mila) e negli Stati Uniti (482mila) che vi ricordiamo aver scoperto l’inganno effettuando dei test su strada per verificare il livello di emissioni di NOx che si presumeva fosse 0 nel rispetto della normativa americana.

Inutile ricordarvi come in soli 10 giorni successivi allo scandalo le perdite per la Volkswagen in termini di titoli sono state mostruose. Si è sommata poi la multa miliardaria emessa dal Governo Americano e quella preannunciata dell’Unione Europea e stop ovviamente alle vendite.

Il tempo è trascorso, ma il colosso automobilistico vacilla ancora e le ultime news sul Dieselgate vertono ancora su numeri poco rassicuranti soprattutto ora che i tagli per arginare le perdite verteranno sul taglio dei lavoratori. Ribattezzato Patto per il futuro, il piano di ristrutturazione per il risparmio di 3,7 miliardi all’anno (dead line 2020) prevede infatti il licenziamento di 30.000 lavoratori. Wolfsburg ci ha tenuto a precisare che non si tratterà ovviamente di tagli netti, ma dell’attuazione di formule quali prepensionamento o uscite volontarie progressive e di come quasi tutto il budget che verrà risparmiato verrà reinvestito in nuove tecnologie, produzione e miglioramento delle auto elettriche. Il rilancio della Volkswagen, se tutto andrà secondo i piani, porterà all’assunzione di circa 9mila nuove persone.

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