Costo benzina 2017: allarme aumento prezzi

Perché il costo benzina sembra destinato ad equiparare quello del 2012?

Costo benzina 2017: allarme aumento prezzi

Fare il pieno all’auto potrebbe ridiventare un salasso e non è di certo il pre-regalo che ci aspettavamo per questo Natale ormai alle porte. Il costo benzina infatti è destinato ad un aumento e anche se si parla (per ora!) di un rialzo di pochi centesimi, sappiamo benissimo che senza un dialogo costruttivo tra i Paesi dell’Opec certi fenomeni sono difficili da gestire e arginare.

Le prime voci sull’aumento del costo del carburante nel 2017 furono auspicate dal governo Letta nella Finanziaria 2014 quando il cartello Opec (con protagonisti Iran e Arabia Saudita) decise di limitare il numero di barili di petrolio prodotti con un taglio di ben 750.000 barili al giorno.

L’aumento del consto benzina 2017 che raggiungerà, secondo le previsioni, il suo picco tra il prossimo dicembre e il gennaio 2018, è da ricercare in un principio base dell’economia e dei mercati: ad oggi si registra un eccesso di offerta. Con il taglio della produzione di petrolio sarà la domanda ad aumentare. Il risultato sarà ovviamente al rialzo e si teme, soprattutto in riferimento al mercato Italia, che si possano raggiungere i numeri del 2012 quando il costo benzina raggiunse l’1,9 al litro!

Oltre all’aumento, per ora contenuto, del costo del petrolio al barile infatti, in Italia ad essere elevato è anche il cosiddetto costo della pompa che rappresenta ben il 69% del costo di un pieno benzina e il 67% di quello di gasolio. Occorre sottolineare che si tratta della tassazione più alta in riferimento a tutti i paesi UE! Il Governo ha cercato di arginare gli allarmismi dichiarando, per lo meno, che sia la Legge di Stabilità sia la Legge di Bilancio 2017 non conterranno nessun aumento in riferimento al carburante. Tuttavia si attente che venga decisa l’entità dell’aumento della tassazione del carburante alla dogana con tanto di provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Nonostante le smentite e i toni rassicuranti, si fatica a credere che l’aumento del costo benzina sarà irrilevante per le tasche degli Italiani visto che i governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi hanno messo in atto un meccanismo che ha portato ad un aumento – del 29,1% in riferimento alla benzina e del 46% in riferimento al gasolio – sulle accise.

L’andamento del mercato risponde a regole specifiche e la peggiore delle conseguenze di un aumento del petrolio potrebbe riversarsi sul costo dell’energia e del gas.

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